Oprah Winfrey, la prima donna afro-americana vincitrice dei Golden Globe Awards edizione 2018.

Una breve biografia di Oprah Winfrey ed il testo del suo discorso tradotto dall’inglese in italiano da Patrizia Cordone. 

Per molti il momento clou dei Golden Globe Awards di quest’anno è stato il discorso di Oprah Winfrey al ricevimento del premio alla carriera di Cecil B DeMille. Come prima donna afro-americana, a cui è stato assegnato il premio, ha parlato con passione ed eloquenza di molti dei temi e delle questioni sollevate, da quando lo scandalo delle molestie sessuali a Hollywood è scoppiato pochi mesi fa.

Oprah Gail Winfrey è diventata molto popolare con  il suo talk show “The Oprah Winfrey Show“, che è stato il programma più quotato del suo genere nella storia ed è andato in onda dal 1986 al 2011. E’ anche attrice e produttrice cinematografica: nel 1985 debutta nel film cult “Il colore viola“, interpretazione per la quale riceve la candidatura all’Oscar alla miglior attrice non protagonista. Nel 2013 è stata la co-protagonista nel film “The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca“, la cui interpretazione le favorisce la candidatura al Premio BAFTA come migliore attrice non protagonista e agli Screen Actors Guild Award. Altri suoi film includono “Beloved” del 1998 e “Selma – La strada per la libertà” del 2014, di cui è anche produttrice. Rilevante è anche il suo impegno filantropico, infatti ha fondato un’organizzazione The Angel Network a supporto dell’assistenza ai poveri. A seguito di  una promessa fatta a Nelson Mandela ha investito 40 milioni di dollari per aprire una scuola destinata alle ragazze povere in Sudafrica, la “Oprah Winfrey Leadership Academy for Girls“, che sorge nella cittadina di Henley-on-Klip, a sud di Johannesburg.  Questo le è valso dei riconoscimenti importanti quali l’Oscar Premio Jean Hersholt per il suo contributo nelle cause umanitarie nel 2012, la Medaglia Presidenziale della Libertà dal presidente Barack Obama nel 2013 ed anche dei dottorati honoris causa dalle prestigiose università Duke e Harvard.

Ecco il testo del discorso di ringraziamento tradotto dall’inglese in italiano da Patrizia Cordone:

“Nel 1964, ero una bambina seduta sul pavimento del linoleum della casa di mia madre a Milwaukee, guardavo Anne Bancroft che annunciava l’Oscar come miglior attore alla 36. Edizione dei Premi Oscar. Aprì la busta e disse cinque parole che letteralmente fecero la storia: Il vincitore è Sidney Poitier. Sul palco arrivò l’uomo più elegante che avessi mai visto, ricordo che la sua cravatta era bianca e naturalmente la sua pelle era nera e non avevo mai visto un uomo di colore celebrato in quel modo. Difficile spiegare cosa significa un momento come quello per una ragazzina, un bambino che guarda (e vive in condizioni modeste ndr) mentre mia madre esce dalla porta stanca di pulire le case di altre persone. Ma tutto quello che posso fare è citare la spiegazione nella performance di Sidney in Lilies of the Field: ‘Amen, amen Amen, amen.’

Nel 1982 Sidney ha ricevuto il premio Cecil B DeMille proprio qui ai Golden Globes e non trascuro il fatto, che in questo momento ci sono alcune bambine che guardano me, la prima donna nera a ricevere lo stesso premio.

È un onore, è un onore ed è un privilegio condividere la serata con tutti loro e anche con gli incredibili uomini e donne che mi hanno ispirato, che mi hanno sfidato, che mi hanno sostenuto e hanno reso possibile questo traguardo. Dennis Swanson che mi ha offerto un’occasione per AM Chicago, Quincy Jones che mi ha visto in quello show e ha detto a Steven Spielberg “sì, è Sofia in The Color Purple”. Gayle [King] che è stata la personificazione di cosa vuol dire essere amico e Stedman [Graham] che è stato il mio sostegno.

Vorrei ringraziare l’Hollywood Foreign Press Association, perché tutti sappiamo che la stampa è sotto assedio in questi giorni, ma sappiamo anche che è l’insaziabile dedizione a scoprire la verità assoluta che ci impedisce di chiudere gli occhi di fronte alla corruzione ed all’ingiustizia, ai tiranni ed alle vittime, ai segreti ed alle bugie. Voglio dire, che apprezzo la stampa più che mai, mentre proviamo a vivere in questi tempi complicati, il che mi porta a questo: quello che so per certo, è che parlare della vostra  verità è lo strumento più potente che tutti abbiamo. Sono particolarmente orgogliosa ed ispirata da tutte le donne, che si sono sentite abbastanza forti e sufficientemente motivate da parlare e condividere le loro storie personali. Ognuno di noi in questo luogo è celebrato per le storie, che raccontiamo e quest’anno siamo diventati la storia.

Ma non è solo una storia che riguarda l’industria dell’intrattenimento, ma trascende qualsiasi cultura, geografia, razza, religione, politica o luogo di lavoro, quindi voglio esprimere questa gratitudine a tutte le donne che hanno sopportato anni di abusi e di  aggressioni, perché, come mia madre, hanno avuto figli da sfamare, conti da pagare e sogni da perseguire. Sono le donne di cui non sapremo mai il nome, sono domestiche e contadine, lavorano nelle fabbriche e lavorano nei ristoranti e sono accademiche, ingegnere, nel settore medico e scientifico, in quello della tecnologia, della politica e degli affari, sono le nostre atlete alle Olimpiadi e le nostre soldate nell’esercito.

E c’è qualcun altra, Recy Taylor, un nome che conosco e penso che dovreste conoscerla anche voi. Nel 1944 Recy Taylor era una giovane moglie ed una madre, stava appena tornando a casa da un servizio religioso, che aveva frequentato ad Abbeville, Alabama, quando fu rapita da sei uomini bianchi armati, violentata e lasciata bendata dal lato della strada che tornava a casa dalla chiesa, minacciarono di ucciderla se avesse mai detto qualcosa a qualcuno, ma la sua storia fu riportata alla NAACP, dove una giovane con il nome di Rosa Parks divenne l’investigatore principale del suo caso ed insieme cercarono giustizia. Ma la strada della giustizia non era percorribile nell’era di Jim Crow. Gli uomini che hanno tentato di distruggerla non sono mai stati perseguitati, Recy Taylor è morta dieci giorni fa, poco prima del suo 98esimo compleanno. Ha vissuto come tutte noi abbiamo vissuto, troppi anni in una cultura spezzata da uomini brutalmente potenti: per troppo tempo le donne non sono state ascoltate o credute, quando hanno osato sfidare con la loro verità al cospetto di uomini potenti. Ma il loro tempo è scaduto, il loro tempo è scaduto! Il loro tempo è scaduto e spero solo … spero solo che Recy Taylor  sia deceduta, sapendo che la sua verità, come la verità di tante altre donne tormentate in quegli anni, e anche ora tormentate, continui a marciare. E’ stato come un presentimento quello di Rosa Parks quasi undici anni dopo, quando restò seduta su quell’autobus a Montgomery ed è qui con ogni donna che sceglie di dire “Anche io“. Ed ogni uomo, ogni uomo che sceglie di ascoltare.

Nella mia carriera, ciò che ho sempre cercato di fare del mio meglio, sia in televisione che attraverso il cinema, è fare emergere il modo, con cui si comportano davvero gli uomini e le donne. Raccontare la nostra vergogna, i nostri affetti e la nostra rabbia, i nostri fallimenti, i nostri cedimenti, la perseveranza e la speranza. Ho intervistato e ritratto persone, che hanno resistito ad alcune delle cose più brutte che la vita possa scatenare su di te, ma l’unica qualità. che tutti sembrano condividere, è la capacità di mantenere la speranza di una mattina più luminosa, anche durante le nostre notti più buie.

Quindi voglio che tutte le ragazze, che ci stanno guardando,  sappino, che un nuovo giorno è all’orizzonte! E quando quel nuovo giorno finalmente sorge, sarà per tante donne magnifiche, molte delle quali sono proprio qui in questo luogo stasera ed alcuni uomini piuttosto fenomenali, che stanno lottando duramente, affinché possano condurci a quel giorno,  in cui nessuna potrà finalmente più dire ancora  “metoo”, “anche io“.

Prologo originale, biografia e traduzione dall’inglese in italiano di Patrizia Cordone, 8 gennaio 2018.

Nota:

I Golden Globe sono stati istituiti per la prima volta nel 1944 e circoscritti al cinema, in seguito, nel 1956 sono stati estesi anche all’ambito televisivo. A decidere dell’assegnazione del premio è una giuria formata da novanta giornalisti iscritti alla Hollywood Foreign Press Association (HFPA).  Il premio Oscar è il riconoscimento più importante al mondo in campo cinematografico. A livello di importanza il Golden Globe viene subito dopo. La differenza è che la giuria dell’Accademy Award, il nome “originale” del premio Oscar, è composta da molti più membri (circa 6000 lo scorso anno), e si tratta di persone molto autorevoli nel mondo dello spettacolo, del cinema, della produzione, etc.  La giuria del Golden Globe invece è composta da 90 giornalisti.

 

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2 commenti

  1. L’ha ribloggato su donnenellastoria by Paola Chiricoe ha commentato:
    “Quindi voglio che tutte le ragazze, che ci stanno guardando, sappino, che un nuovo giorno è all’orizzonte! E quando quel nuovo giorno finalmente sorge, sarà per tante donne magnifiche, molte delle quali sono proprio qui in questo luogo stasera ed alcuni uomini piuttosto fenomenali, che stanno lottando duramente, affinché possano condurci a quel giorno, in cui nessuna potrà finalmente più dire ancora “metoo”, “anche io“.

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